15th Ottobre 2008

Il Pandora Della Virtualizzazione

1. Creiamo la nostra VM su vmware esx o
Logghiamoci sul nostro o esx server e creiamo la la nostra macchina virtuale, che chiameremo V, dove vogliamo spostare la nostra macchina fisica che, chiameremo P.

2. Avviamo V e installaimo il server
Per fare questo procuriamoci una Live (io ho usato RIP , ma di fatto basta una che permetta di lanciare )
Una volta avviata la macchina andiamo a configurare la il disco dove vogliamo mettere il nostro sistema.
Ad esempio ipotizziamo che il disco della macchina V abbia due partizioni /dev/sda1 e /dev/sda2 rispettivamente una partizione e una di swap.

Quello che vogliamo fare ora è montare la partizione principale /dev/sda1 e poi condividerla via NSF, per fare questo procediamo come segue

# mkdir //sda1
# mount /dev/sda1 //sda1

e configuriamo lo share nfs editanto il file /etc/exports e aggiungiamo la seguente stringa

//sda1 *(rw,no_root_squash)

In questo modo abilitamo il nostro share a chiunque * , in modalità rw.

Ora per lanciare nfs dobbiamo eseguire i seguenti tre comandi in questo ordine

# rpc.portmap
# rpc.mountd
# rpc.nsf

se tutto è ok non dovreste ricevere alcun output.

Per fargli prendere le modifiche ai file di ad NFS dobbiamo lanciare il comando

# exportfs -a

per controllare la correttezza degli share date un

# exportfs

e otterrete qualcosa di simile a

//sda1 <world>

Ora a me non è servito però controllate la correttezza degli accessi delle varie acl nei file /etc/hosts.deny e /etc/hosts.allow

Andiamo ora sulla nostra macchina fisica P, e montiamo la nostra paritizione via NSF con il comando

# mount -t nsf 128.99.1.101://sda1 //esx1remote

ora avremo montato via nsf la nostra macchina e non ci resterà altro da fare che copiare sopra i nostri file (ad esclusione di /proc ), nella partizione remota.

Il passo successivo, una volta copiati i file, è solo quello di entrare in chroot sulla nostra vm V ed operare le opportune modifiche per il corretto boot del sistema.

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7th Ottobre 2008

Virtualizzazione: come convertire la vostra linux box e importarla su vmware esx server

Salve a tutti oggi ci occupiamo di un problema, dal mio punto di vista molto interessante: come convertire il proprio server in una e importarla sul nostro vmware esx server.

Pre-requisiti di questo articolo sono una buona conoscenza dei sistemi , conoscenze di base di virtualizzazione, disponibilità si un esx server già installato.

Per prima cosa avviamo la macchina con un cd di avvio (slackware, knoppix o cosa preferite), e assicuriamoci di avere un hard disk (interno o esterno) per poter creare l’ del nostro disco, che utilizzeremo successivamente per la conversione.

Una volta avviata la shell di emergenza ci accingiamo a creare la nostra tramite il comando dd, ipotizzando che il nostro disco fisico dove è installato sia /dev/hda e che l’ la metteremo nella cartella //sda1 (ovviamente dopo aver montato il disco esterno tramite appositi comandi) procediamo come segue:

# mkdir //sda1

# mount /dev/sda1 //sda1

# dd if=/dev/hda conv=sync,noerror bs=64K > //sda1/hda.img

Avremo a questo punto un perfetta del nostro disco nel file //sda1/hda.img, che sarà la base che useremo per la nostra conversione.

Scarichiamo ora sul nostro client il programma LiveView, che ci permetterà di creare una VM a partire dall’ che gli forniremo.

Tale programma è talmente facile da usare che evito di spiegarvi come fare, il frontend parla da solo.

A questo punto il gioco è fatto: abbiamo la VM che funziona perfettamente , ora tramite vmware converter (basta anche solo la versione free non l’enterprise), possiamo importare la macchina creata tramite LifeView direttaente sul nostro esx server, scegliendo opportunamente le informazioni che ci vengono chieste dal converter.

ATTENZIONE!!!!!: una volta avviata la macchina su esx, fate attenzione che probabilmente alcuni device saranno cambiati (es: i dischi saranno diventati /dev/sda mentre prima erano /dev/hda, dovrete quindi entrare in rescue mode anche sulla macchina virtualizzate e fixare il dovuto, solitamente /etc/fstab, /etc/mtab e /etc/lilo.conf), per il resto non ho avuto altri problemi.

Saluti

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