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Legalizzazione del P2P?

L’1 agosto 2007 è stata presentata a Montecitorio una singolare e quanto meno rivoluzionaria proposta di legge riguardante il P2P il cui tema centrale è: Norme sulla comunicazione al pubblico da parte di persone fisiche che scambiano archivi attraverso reti digitali per fini personali e senza scopo di lucro.

Tanti paroloni come al solito…. non è altro che una legge che mira a legalizzare l’utilizzo dei programmi di file sharing (es: emule).

La legge nasce a detta di Beltrandi (promotore della legge): “Oggi le legislazioni nazionali sono gravemente sbilanciate sul versante della sicurezza, causando un pesante sacrificio alla libertà di accesso ai contenuti, all’informazione, alla conoscenza. Si profila il rischio che il diritto d’autore, nato a garanzia dell’innovazione e del progresso sociale ed economico, divenga in alcuni casi un elemento di negazione della libera circolazione delle idee, delle opere, dei contenuti“.

La proposta di legge si basa su diversti presupposti, fra questi citando le parole dello stesso Beltrandi “è ormai provato che la condivisione gratuita dei contenuti online non danneggia i detentori dei diritti, ma addirittura in alcuni casi induce un bisogno di cultura che ha positive ricadute anche sul mercato. Una recente ricerca dell’Anica, ad esempio, dimostra che tra chi fa file sharing vi è una maggiore propensione ad andare al cinema rispetto al resto della popolazione.

Nello stesso articolo si legge che il MIT utilizza già il p2p per la condivisione dei documenti dei propri ricercatori e FIFA07 sarà distribuito nella Korea del sud gratuitamente sempre tramite p2p grazie ai finanziamenti deli sponsor.

Per quanto riguarda la rilevanza legale il nostro Bertaldi se l’asciuga in un modo molto semplice, semplicemente dicendo “L’incriminazione del file-sharing – sottolinea Beltrandi – è una tipica ipotesi di reato artificiale cui non corrisponde la percezione del disvalore del fatto da parte dei consociati, per i quali lo scambio di materiali (pur illecito) è avvertito come naturale e culturalmente accettato. Immaginiamo quale sarebbe il risultato di portare a giudizio centinaia di giovani con l’imputazione di aver scambiato file protetti dal diritto d’autore”, della serie ‘mica possiamo denunciare tutti, se tutti lo fanno e lo accettano’ che di per se non lo trovo nemmeno stupido come ragionamento.

Pertanto la proposta di legge punta a fare in modo di dare la possibilità a tutti di scaricare file a meno che non vi sia lo scopo di lucro (come era anni fa se non vado errato).

Staremo ora a vedere che futuro avrà questa proposta di legge, io sinceramente spero che passi o in alternativa che abbassino il prezzo della musica, cosa che reputo impossibile.

Fonte: Punto Informatico

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