22nd febbraio 2010

Supporto

Salve a tutti,

chiunque volesse sostenere un po’ questo sito e chi vi lavora (cioè io!), può (oltre a guardare gli sponsor da me linkati… hey potesti esserci anche tu!) linkre il mio sito al proprio tramite i nuovi banner che vi mostro qui di seguito.

E’ cosa gradita la segnalazione, se non per ricambiare (in una apposita pagina che sto preparando), o anche solamente per ringraziarvi !

Temporini Matteo How To Blog

Ringrazio tutti per l’attenzione!

Saluti

Matteo

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9th febbraio 2010

Aggiornamento Esx UPDATE 5 firmware 213532

In questi giorni mi è capitato di dover aggiornare uno dei server Esxi a cui ho accesso.

Mi sono trovato a dover aggiornare il sistema da un Esx Update 3 ad un Esx Update 5 con firmware 213532.

Purtroppo mi sono imbattuto in un problema un po’ strano, durante l’aggiornamento tutto è andato a posto ma mi ha dato un errore molto strno al momento dell’aggiornamento del vmware tools.

Il messaggio molto generico è stato un “Unable to copy file to host”. Ho debuggato i log ma senza trovare nulla. Leggendo su forum ho trovato la soluzione.

A prescindere da tutto quelo che avete fatto dovete mettere il vostro Esx in Mantainence Mode, in questo stato riavviarlo, una volta riavviato procedete nuovamente con l’aggiornamento dei vmware tools e questa volta magicamente tutto funzionerà senza motivo.

Questo immagino capiti per qualche motivo in cui forse ci sono troppi file temporanei dovuto alle decompressioni degli zip, in questo modo con il riavvio in modalità manutenzione probabilmente vengono eliminati e al riavvio c’è spazio a sufficienza per effettuare le ultime operazioni.

Un consiglio, non aggiornate i vmware tools alla versione 213532 sulle vostre macchine virtuali linux, in quanto hanno parecchi problemi. Vi consiglio una volta arrivati alla versione 3.5 Update 5 di procedere con l’aggiornamento alle versione 4.0 Update 1.

Saluti

Il vostro Sysadmin

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5th dicembre 2009

Matteo scala Google

Era un po’ di tempo che causa lavoro, cambio casa, e varie vicissitudini avevo trascurato un po’ il blog, sino a che alcuni giorni fa, mentre cercavo qualcosa su internet ho scoperto un fatto assai strano….

Scrivendo la parola “matteo”, mi sono accordo che ormai con quella parola sono in prima pagina sulle ricerche di Google ;)

Mi toccherà ora contendermi la prima posizione con “Matteo Aposto ed Evangelista” e il buon caro Matteo Moro :D

Un saluto anche al buon Paolo che da molto sta tentando la scalata a Google :D

Saluti

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26th giugno 2009

Exim4 e bypass dns

Oggi ho avuto una pizzola esigenza, dover bypassare la risoluzione dei dns da parte di exim4 per l’invio delle email.

La cosa è molto semplice, per farlo non basta editare il file /etc/hosts ma bisogna creare un file che si chiama

/etc/exim4/hubbed_hosts

e al suo interno aggiungere la lista dei domini per cui si vuole il bypass dell’ip

pippo.com: 1.2.3.4
pluto.com: 5.6.7.8

Saluti
Matteo

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25th giugno 2009

Ftp: resume o non resume… questo è il problema

In questi ultimi anni spesso mi sono trovato di fronte a questo problema: il resume dei file caricati via ftp è una cosa che deve supportare il server o i client?

Sino ad oggi me ne sono altamente sbattuto della risposta, avendo ormai da anni per le mani connessioni molto stabili, ma per alcune esigenze di questi ultimi mesi ho dovuto affrontare di petto il problema.

La risposta che posso darvi per esperienza personale è che il problema del resume dei file è una combo violentissima server e client.

Nello specifico il server ftp deve supportare il trasferimento binario e allo stesso modo il client.

Ora come ora tutti tutti i server ftp e tutti i client ftp li supportano entrambi, premettendo che i server ftp di default li hanno abiitati entrambi, possiamo ricondurre il problema solo al client.

Quindi per supportare il ripristino dei file non ci resta altro da fare che impostare il trasferimento dei file in modalità binaria (o binary).

Saluti
Matteo

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4th giugno 2009

Rootkit o non rootkit, questo è il problema…

Di cosa stiamo parlando? Alcuni di voi sicuramente sapranno che cosa sono i rootkit, per quelli che non lo sanno i rootkit sono delle “collezioni” di software utilizzate per amministrare una macchina linux senza possedere i privilegi di amministratore.

Solitamente vengono utilizzate dagli intrusi di un sistema, ad esempio un utente malevolo che riesce a sfruttare la vulnerabilità di un utente non privilegiato, potrebbe utilizzare un rootkit per procedere poi a una privilege escalation per diventare amministratore della macchina.

Per difendersi da questo tipo di utilizzi, la cosa migliore è cercare di tenere sempre aggiornato il sistema, soprattutto se si tratta di server online con accesso pubblico, quello di cui voglio occuparmi ora, non è tanto questo aspetto, ma è quello di controllare se la nostra macchina è stata “infettata” da un rootkit o meno.

A questo scopo ho iniziato ad utilizzare il programma rkhunter, che serve a controllare tramite degli hash, se i nostri file di sistema importanti sono stati in qualche modo modificati.

L’installazione in ubuntu si fa un semplice

apt-get install rkhunter

o

aptitude install rkhunter

Una volta installato il programma, procediamo con l’aggiornamento delle definizioni con il comando

rkhunter --update

ottenendo come output una cosa simile a:

[ Rootkit Hunter version 1.3.0 ]

Checking rkhunter data files...
Checking file mirrors.dat                                  [ No update ]
Checking file programs_bad.dat                             [ No update ]
Checking file backdoorports.dat                            [ No update ]
Checking file suspscan.dat                                 [ No update ]
Checking file i18n/cn                                      [ No update ]
Checking file i18n/en                                      [ No update ]
Checking file i18n/zh                                      [ No update ]
Checking file i18n/zhutf                                   [ No update ]

Ora facciamo partire la nostra prima scannata con il comando

rkhunter -c

questo metodo di scan ha una modalità interattiva, ad ogni particolare tipologia di scan dovrete premere enter, alla fine otterrete una tabella riassuntiva come quella seguente

System checks summary
=====================

File properties checks...
Files checked: 127
Suspect files: 0

Rootkit checks...
Rootkits checked : 110
Possible rootkits: 0

Applications checks...
Applications checked: 6
Suspect applications: 0

The system checks took: 3 minutes and 44 seconds

All results have been written to the logfile (/var/log/rkhunter.log)

One or more warnings have been found while checking the system.
Please check the log file (/var/log/rkhunter.log)

Per ottenere uno scan non intereattivo aggiungete l’opzione -sk alla fine

rkhunter -c -sk

Fra i vari report rkhunter vi segnalerà che avete abilitato l’accesso root via ssh, che di norma non è il massimo della siscurezza e vi darà un segnale di errore tipo questo

Checking for allowed root login... Watch out Root login possible. Possible risk!
info: "PermitRootLogin yes" found in file /etc/ssh/sshd_config
Hint: See logfile for more information about this issue

Se sapete cosa state facendo, per eliminarlo basta editare /etc/rkhunter.conf

e cambiate la riga da ALLOW_SSH_ROOT_USER=no a ALLOW_SSH_ROOT_USER=yes

Una volta che avete lanciato il primo scan e tutto è corretto e non vi sono state segnalazioni strane, lanciate il comando

rkhunter –propupd

Questo comando, aggiorna le tabelle hash dei vostri file, di modo che se vengono modificati in qualche modo verrete notificati al riguardo. Quando farete degli update che aggiornano i file interessato da rkhunter, noterete che vi verrà notificato il fatto che tali file sono cambiati. Solitamente quando fate gli aggiornamenti, se tutto è corretto, dovreste eseguire questo comando dopo l’aggiornamento, di modo che le tabelle hash per i check verranno aggiornate con i nuovi eseguibili e non riceverete (giustamente), notifiche al riguardo.

Saluti

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19th maggio 2009

Server OVH – Update

Che dire, in 10 minuti me l’hanno messo UP, sono allibito…

Per ora ottimo servizio.

Ho fatto un test di download… 100mbit secchi…

wget http://mirror.switch.ch/ftp/mirror/ubuntu-cdimage/9.04/ubuntu-9.04-desktop-i386.iso
–20:14:20– http://mirror.switch.ch/ftp/mirror/ubuntu-cdimage/9.04/ubuntu-9.04-desktop-i386.iso
=> `ubuntu-9.04-desktop-i386.iso’
Resolving mirror.switch.ch… 130.59.10.36
Connecting to mirror.switch.ch|130.59.10.36|:80… connected.
HTTP request sent, awaiting response… 200 OK
Length: 732,909,568 (699M) [application/octet-stream]

100%[================================>] 732,909,568 11.19M/s ETA 00:00

20:15:26 (10.58 MB/s) – `ubuntu-9.04-desktop-i386.iso’ saved [732909568/732909568]

No comment ;)

Grazie Anto! :D

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19th maggio 2009

Server OVH

E’ tempo di cambiare, temporini.net è troppo stantio, è un anno ormai che sta su aruba!!
In questo periodo il vps che mi ha ospitato ha fatto il suo sporco lavoro, ma sono ormai arrivato a un punto di svolta in quanto il rapporto prezzo prestazioni di aruba purtroppo non mi soddisfa più.

Sia chiaro, nonostante tutti dicano che Aruba fa schifo, devo dire che non mi sono trovato affatto male, in un anno si e no 3 riavvi, di cui uno per colpa mia che non sto mai fermo, purtroppo però il numero dei domini che ospito cresce e lo spazio per i vps è troppo esiguo :\

Passerò quindi a una delle offerte di OVH, vederemo un po’ come andrà il tutto, vi terrò aggiornati ;)

Saluti
Matteo

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25th marzo 2009

Tomato 1 – DDwrt 0

In questi ultimi tempi ho evoluto la mia wirless di casa verso alcuni prodotti di “qualità” dotando la mia sana rete wifi di un bel Buffalo WHR-G125 (router wirless per la precisione) .

Appena comprato decisi che non era nemmeno il caso di prendere in considerazione il firmware originale, e senza perdere tempo gli ho installato il firmware DD-WRT.

Bel sistema, con un sacco di opzioni e molto flessibile direi ottimo, ma per le mie esigenze ho riscontrato un paio di problemi:

1- A volte il demone http di incartava e dovevo riavviarlo da shell

2- Avendo ip dinamico necessitavo di un update dell’ip tramite servizi come DynDns, per poter accedere ai miei dati e fare arrivare la posta anche nel caso in cui la linea cadesse e cambiasse ip (cosa che capita pressochè SEMPRE).

3-Gestione del QOS (Quality Of  Service) per alcuni servizi (VOIP e Gaming nello specifico).

Evitando di discutere del primo problema, gli altri due sono stati un po’ rognosi.

L’update dell’ip infatti veniva fatto al massimo una volta al giorno, e questo come potete capire è un po’ una limitazione (si ok è un linux potevo modificare tutto, ma non aveva senso sbattersi tanto per una cosa che secondo me doveva già funzionare così).

Per quanto riguarda il QOS, l’ho riscontrato gestito in modo pessimo, piallava completamente la gamba in molte configurazioni che ho testato (si ok, di per se funzionava, ma con una 20mbit e il QOS attivo, con priorità massima sull’http scaricavo al massimo a 200k, tolto il QOS tornavo ai miei 2MB/s).

Sicche con tutto questo ciarlare oggi ho deciso di cambiare e di provare Tomato.

Per ora ho riconfigurato tutto esattamente con sul DD-WRT, compresi il QOS e l’update dell’ip e tutto almeno per ora pare funzionare alla grande, in un interfaccia molto user friendly e gradevole.

Quindi per ora direi Tomato 1 – DDwrt 0, vedremo fra un po’ come si comporta il sistema.

Saluti

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23rd marzo 2009

Windows: Lista Utenti gruppo Active directory

Ebbene si, oggi parliamo di Windows (non temete è solo questione di pochi secondi)

Nello specifico vogliamo risolvere un problema abbastanza “spinoso”, che Active Directory non risolve immediatamente (ci sono alcuni tool esterni che lo fanno a dire il vero, ma noi vogliamo usare linux vero??), vogliamo avere la lista degli utenti inseriti in un gruppo.

Si lo so è assurdo, ma di default con l’interfaccia di windwos non è possibile farlo.

Presupposto per fare quanto segue è che abbiate joinato tramite samba e kerberos (net ads e company) il vostro dominio a una macchina linux e la cosa esula da questo how to.

Viste le premesse dalla nostra console linux non ci resta fare altro che lanciare

root@localhost# net rpc group members "GRUPPO" -S pdc.local -UAdministrator

Dove nello specifico

GRUPPO = nome del gruppo del quale volete la lista degli utenti

pdc.local = hostname del vostro Primary Domain Controller

Administrato = nome utente dello user con cui volete fare la query

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